Non appena diffusa la notizia dell’approvazione, in Commissione Lavori Pubblici del Senato, di un emendamento presentato da un Senatore della maggiornaza governativa, che sottraeva 50 milioni ai fondi destinati, a seguito di uno specifico accordo tra Governo ed Associazioni, al sostegno delle imprese di autotrasporto e il loro spostamento a favore del trasporto marittimo, il Presidente di UNATRAS, Amedeo Genedani ha ritenuto che la misura fosse colma.
Ha quindi preso carta e penna e si è rivolto al Ministro Delrio ricordandogli che l’autotrasporto e le sue Associazioni sono stati sin qui capaci di atteggiamenti responsabili, ma guai a considerare ciò come tacita accettazione di un ruolo di insignificanza politica per un settore che rappresenta oltre il 6% del PIL e centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Si tratta di capire, scrive Genedani, cosa davvero il Ministro e l’intero Governo intendano fare, dopo che alla perdurante lesina delle risorse economiche – clamorosa quella per le deduzioni forfetarie delle spese non documentate degli artigiani – ed alla sottrazione degli stessi fondi già attribuiti al settore operata dall’emendamento parlamentare non contrastato dal Governo, si affianca la perdurante mancanza di certezze su alcuni provvedimenti necessari per la competitività delle imprese ed il contrasto alla concorrenza sleale ed al dumping sociale operato dai vettori stranieri, da tempo concordati con le Associazioni e mai resi operativi.
E neppure su questioni più direttamente dipendenti dal Ministero, le risposte sembrano arrivare: resta infatti irrisolta la problematica relativa alle inefficienze degli uffici delle motorizzazioni civili, i cui organici non sono sufficienti per garantire l’espletamento delle procedure minime necessarie per esercitare l’attività di autotrasportatore.
Su tutto questo insieme di questioni – per le quali da tempo UNATRAS ha avanzato proposte specifiche e ha concordato con il Governo provvedimenti, rimasti tutti, puntualmente, sulla carta – Genedani chiama Delrio ad una assunzione chiara di responsabilità, chiedendo al Ministro un incontro urgente che serva a placare il malcontento e l’irritazione della categoria.
(fonte camionistionline.com)







